Realtà Aumentata o Aumentata Realtà?

E’ un po di tempo, net-surfando qua e là, per blog, newsfeed , video e quant’altro in informazione tech-design, che mi capita spesso d’imbattermi in questo acronimo che suona come un verso provocato da stupore: AR! In effetti, è normale che suoni così visto che corrisponde a “Augmented Reality” (letteralmente Realtà Aumentata), parole che rieccheggiano esperienze pluri-dimensionali in un contesto reale di vita.
La realtà aumentata grosso modo consiste nell’inserire degli oggetti virtuali in un ambiente reale ripreso con una webcam, permettendo di far fuoriuscire un aereo o lo scrittore in persona dalle pagine di un libro o meglio ancora suonare una ballata dall’illustrazione di una chitarra acustica. Leggi tutto »

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Il signori della grande boiata su Facebook…

superboiata
In Febbraio uno studio di marketing della Nielsen riportava la posizione dominante di Facebook in USA, diventato il passatempo principale più ingordo dell’americano medio. Come rilevato da Nielsen, per chi non la conoscesse azienda che fornisce servizi d’informazione di marketing avanzati in tutto il mondo, il middle-man statunitense con una media di 7 ore di navigazione in rete solo nel mese di gennaio, ha speso più tempo su Facebook che su Google, Yahoo, YouTube, Wikipedia e Amazon tutti insieme. Si potrebbe parlare di una grande perdita di tempo, soprattutto se si considerasse che la maggior parte delle cose che si condividono su Facebook sono delle grandi boiate.
Vediamo di stilare con l’aiuto di una “top Facebook net-search”(si fa per dire), una classifica Top 10 : Leggi tutto »

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La mia “net-life” (ossia consigli per la navigazione)

worldaroundNon ho l’intenzione di rovinarvi il piacere di scoprire da soli siti e soprattutto informazioni nell’oceano di bytes e tag d’internet, ma soltanto segnalare di tanto in tanto qualcosa con cui per sbaglio o per volere mi sono imbattuto nel mio andare alla “deriva”  in rete come un replicante.
Questo mese si chiama “Epic Beard Man” il nonnetto aggressivo vestito con una t-shirt  che riportava una scritta in inglese trash e volgare (”I AM A MOTHERFUCKER”), protagonista di uno dei video più visti su YouTube. Il video è stato caricato da uno studente americano il 16 febbraio scorso e porta il titolo di “AC TRANSIT BUS FIGHT I AM A MOTHERFUCKER”, dove appunto il nonnetto esplosivo e un pò inquietante (diciamolo pure) schizza in una rissa furiosa forza 10 contro un viaggiatore nero sopra un autobus. Leggi tutto »

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Un oggetto per i nostalgici del Lego

lego_fotocameraDifficile trovare qualcuno che poco più che un bebè non abbia giocato con i celeberrimi Lego, che non abbia quasi mangiato un “mattoncino” colorato o cercato di costruire qualcosa d’indecifrabile a cui si potesse dare un nome d’oggetto. Fa parte di una moltitudine di esperienze  infantili che forse ci hanno anche aiutato a conoscere meglio il mondo intorno a noi. Ebbene, la fotocamera digitale “Lego Digital Camera” è un gioco tecnologico per piccoli e grandi, anche quei grandi che sentono nostalgia dei “bei tempi”. :) Leggi tutto »

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Vai, vai col gadget…inizia l’avventura!

Cosa serve in realtà per creare un gadget? “Un disegno intelligente del prodotto, un’aspettativa realistica dei tempi e dei costi, la capacità di mettere insieme la squadra giusta”.
Fondandosi sull’esperienza di alcuni imprenditori intervistati, che si occupano di diversi tipi di hardware, un articolo di Wired.com ci permette di scoprire cosa funziona e cosa no nel mondo della creazione di gadget elettronici a largo consumo.
Wired ci da le chiavi per il successo in un mondo sempre più “geekizzato”.
Il primo punto importante è senza dubbio la valutazione dei costi. Qui entra in gioco anche la contestualità temporale del settore: grazie al basso costo e alla facile disponibilità di produzione all’estero, la soglia per entrare nel business dell’hardware/gadget di questi tempi è più bassa che mai. Leggi tutto »

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“Kneber cyberattack”, ovvero l’attacco di Zeus!

kneber_fantasyNetWitness, azienda che opera nel settore delle tecnologie avanzate per la rilevazione di minaccie persistenti e real-time su internet, ha annunciato in questi giorni che i suoi analisti hanno scoperto una nuova botnet ZeuS pericolosa che interessa 75.000 sistemi in 2.500 aziende in tutto il mondo.
L’infestazione  scoperta viene chiamata con nomignolo di botnet “Kneber” dal nome del fantomatico utente che è riuscito ad infettare sistemi di tutto il mondo.
Questa botnet raccoglie credenziali di accesso a sistemi finanziari online, a siti di social networking e a sistemi di posta elettronica, dai computer infestati e da la possibilità a chi gestisce i server back-end  di relazionare queste informazioni a scopo intrusivo e illegale, come irrompere in conti finanziari online, rubare informazioni aziendali e di governo, e replicare identità personali.
NetWitness ha scoperto per prima la “botnet Kneber” nel mese di gennaio durante una distribuzione di routine delle proprie avanzate soluzioni di monitoraggio. Leggi tutto »

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Il mondo di iPad e gli sviluppatori di apps

ipadE ’stato difficile non sentire parlare di iPad di Apple negli ultimi giorni. Alcuni analisti e blogger di tech son rimasti delusi per tutta una serie di motivi, altri al contrario hanno plaudito come se fosse la scoperta più importante dopo l’invenzione del pane a fette.
Indipendentemente dal tipo di critica sul dispositivo, dato anche il trionfale slancio di Apple nel mercato della telefonia mobile, è difficile non prevedere che l’avvento dell’ipad non avrà un qualche effetto nel mondo degli sviluppatori di applicazioni (app).
Gli sviluppatori stanno cercando di capire in che direzione debbano o no virare i loro progetti-software. L’ecosistema di iPhone è enorme, e abbiamo assistito ad un notevole sviluppo nel modo con cui gli sviluppatori monetizzano le applicazioni per esso. All’inizio, gli sviluppatori hanno fatto i soldi offrendo nuove apps e vendendole per pochi dollari. Poi ci fu la dispendiosa corsa per mantenersi nelle prime posizioni della Top 100 delle migliori App per iPhone. che è stata seguita dalla “giveaways free app”( letteralmente: “dare via applicazioni gratis”). Infine, si è finiti a fare soldi con la vendita diretta su App Store…Un percorso che doveva portare, senza intoppi, a scoperchiare uno “scrigno pieno d’oro”.
Così accade oggi, al contrario, che tanti sviluppatori utilizzano canali non App Store per indirizzare al download di app per iPhone, permettendosi guadagni anche al di fuori dell’unico canale “d’oro” previsto. Leggi tutto »

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