Nonostante le frontiere comunicative sono ancora mal definite, il web-documentario è un genere che si definisce in rapporto ai propri limiti che sperimenta. Ai confini della web-tv, dei giornali on-line o dei blog, questo tipo di film utilizza tutti gli strumenti multimediali (testo, immagini, video etc…) in modo da mettere le tecnologie al servizio della conoscenza e dell’opinione. Il web-documentario permette a dei giovani autori spesso esclusi dal sistema di produzione dominante di inventare un nuovo tipo di scrittura documentaria.
Avendo “odorato” recentemente sul net questo nuovo quadro semiotico, direi molto interessante, mi sono impegnato un pochino a cercare qualche indirizzo utile per chi volesse intraprendere questa nuova strada comunicativa.
Partito, per caso tralaltro, dal sito di una casa di produzione francese, Upian (www.upian.com) , azienda che si occupa di grafica e creazione di siti per giornali e aziende di servizi, dove mi trovavo a “spiare” per via del mio lavoro, sono finito su alcuni siti interessanti che propongono delle vere e proprie “pepite” di web-documentari.
Il primo, che direi mi ha scioccato un bel po’ per il suo contenuto, è stato www.lacitedesmortes.net. Esso consiste nel aver adattato un inchiesta, La ville qui tue les femmes. Enqueste à Ciudad Juarez, di J.C. Rampal e M. Fernandez, con l’intenzione di creare una nuova forma editoriale che dia un nuova dimensione al libro. Utilizzando le note dell’autore, le immagini prese al momento dell’inchiesta sul campo, il “www.lacitedesmortes.net” fa rivivere i luoghi, permette d’incontrare gli attori e di avvicinarsi molto da vicino a quella terrificante e lontana realtà che è la citta di Juarez, alla frontiera messico-americana.
Altro sito che mi ha incuriosito molto devo dire è www.thanatorama.com, improbabile racconto interattivo sul business funerario (le aziende che fanno soldi sui morti –“ i magnati del becchinaggio”), con una bella navigazione per stelle.
Ma devo dire che il sito di web-documentari che mi ha colpito di + e che fondamentalmente mi ha spinto scrivere questa “bloggata”, è senza dubbio Gaza-Sderot, life in spite of everything un controcampo quotidiano da questa parte e dall’altra della frontiera israelo-palestinese, fra il 26 ottobre e il 23 dicembre, in 40 episodi, 5 giorni a settimana, e diffuso sul sito web d’Arte all’indirizzo: http://gaza-sderot.arte.tv/ . Un crudele occhiolino all’attualità che è stato obbligatoriamente interrotto a causa della guerra di Gaza.
Inoltre, il canale TV franco-tedesco ARTE si è lanciato, con il sostegno di Myspace, in Twenty Show, un progetto partito da i videoblog di cinque personaggi di 20 anni che si raccontano di fronte una webcam. Lo scopo é quello di capire di + una generazione che per sua natura non si lascia osservare facilmente. Generazione d’internauti, nati e cresciuti con l’internet, lo stesso media che sta rivoluzionando la grammatica delle riprese video. Niente + controcampo, non c’è che un solo punto di ripresa. Anche se tutto questo ha che fare sicuramente con la fiction, le confidenze di Twenty Show s’inspirano intrinsecamente alla realtà. Ogni web-episodio suscita reazioni e commenti spontanei degli internauti e al termine della diffusione on-line, avvenuta a fine novembre, l’insieme è stato montato e integrato in una versione televisiva di 90 minuti su ARTE nei primi mesi di questo 2009.


La stella di
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