Pioniere quasi sconosciuto del web, l’americano Josh Harris è stato uno dei primi a capire la convergenza tv/computer. Fondò agli inizi degli anni 90 pseudo.com, un canale televisivo sul web, quando ancora internet balbettava i primi byte. J. H. s’interrogò ben prima di tutti gli altri sull’esposizione della vita privata e dei rapporti fra intimo e pubblico. Egli fu all’origine di due progetti che sperimentarono il Reality Show all’inizio del XXI secolo. Il primo, Quiet del 1999, consisteva a far vivere 100 persone insieme durante un arco di tempo di un mese e a filmarli in non stop (immaginate un GF con 100 persone nella casa. Roba da matti!).
Nel secondo progetto, We Live in Public del 2001, egli filmò la sua vita di coppia per 6 mesi e la ritrasmise sul net, cosa che in seguito provocò la fine della sua relazione amorosa e una terribile depressione nervosa.
Attualmente, la regista Ondy Timoner (Dig!) ne ha ritracciato la vita e le sue esperienze in un documentario, dal titolo appunto We Live in Public, premiato a Sundance a metà gennaio.


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