In modo multiplayer, immaginate il 2019. L’istituto per il futuro, un thin thank (alias serbatoio di pensiero) californiano, ha messo in moto questo gioco dove bisogna far coabitare al meglio e nel medio-periodo, gli umani. Qui non bisogna far evolvere la storia di un avatar, come il mitico Second Life, ma si ci confronta a tutta una serie di problemi, come la rottura della catena alimentare, i conflitti legati all’energia, gli esodi…etc…e si tenta di ritardare “la Minaccia Finale” suscettibile di spegnere per sempre la razza umana. Ogni giocatore deve redigere una storia, assortita o no di documenti video o audio …dove spiega come egli immagina la sua famiglia, i suoi colleghi, i suoi amici, la propria città nel 2019, per poi discuterne con degli altri membri del gioco e creare una organizzazione (superstruttura) dove proporre idee per uno sviluppo durevole. I giocatori vincono dei punti allorchè fanno delle proposte creative.
Al momento , circa 7.500 giocatori sono riusciti a rinviare la data della fine dell’umanità al 2084…
Anche se l’argomento del gioco fa un pò venire i brividi alla schiena, nondimeno esso è molto avvincente.
*in lingua inglese


La stella di

