Telefonini, wifi, Bluetooth…le onde ci uccideranno?

A cura di del 8 marzo, 2009 alle 4:46 pm.

E se veramente l’high-tech fosse il prossimo scandalo sanitario? Dai mal di testa a tumori, certi effetti nefasti sono già stati provati. Fra industriali rassicuranti e scienziati allarmati, la confusione è grande.

A quanto pare potrebbe capitare da un momento all’altro: grande fatica, mal di testa, insonnia, irritazioni degli occhi…tanti fenomeni che potrebbero peggiorare nei luoghi pubblici (stazioni, mezzi pubblici, bar) quando siete di frone al vostro portatile o state parlando al telefonino. In quel momento non ci capirete molto, il vostro medico ancora meno, ma questa curiosa malattia potrebbe avere un nome: elettrosensibilità. In altre parole un rigetto fisico dei campi ed onde  elettromagnetiche che ci circondano.

Da wikipedia:” l’elettrosensibilità è una condizione in cui un soggetto accusa sintomi fisici e/o psicologici che sembrano aggravarsi da campi magnetici o campi elettrici o altre onde elettromagnetiche a un livello di esposizione tollerato dalle altre persone. È una materia controversa, poiché mentre esiste un collegamento tra l’esposizione ai campi magnetici intensi e i sintomi provati dai soggetti, non c’è attualmente un test specifico. Al presente la maggioranza dell’opinione scientifica non crede che ci sia una grande evidenza di tale collegamento, ma molti pazienti e i loro gruppi di supporto sono fermamente convinti di tale relazione. Molti apparecchi elettrici sono stati accusati di causare la sintomatologia e una ricerca recente ha scoperto che le antenne per i telefoni cellulari e per i cordless, linee elettriche ad alta tensione ravvicinate, trasformatori e telefoni cellulari sono le più comuni fonti di disturbi da elettrosensibilità.(Röösli et al, 2004)”.
Dunque, i sintomi possono essere ultra-vari, possono essere benigni o aggravare talmente la vita delle persone che queste sono obbligate a cambiare radicalmente vita. Come il caso di un signore francese (M.M.), vecchio maestro di scuola,  ch’è stato costretto a non abitare + in un agglomerato urbano e partire a vivere in aperta campagna e che per questo è stato soprannominato “Matthias dei Boschi” come il più noto Robin.
Da qualche anno si parla a destra e manca di questo problema e il timore che  possa veramente riguardare il nostro quotidiano sta prendendo proporzioni sempre + ampie. Gli studi scientifici si moltiplicano, (ma spesso vengono messi in sordina) certi governi, come quello svedese riconoscono il problema ufficialmente come handicap, e  a seconda del paese le proporzioni di eletrosensibilità variano da qualche individuo fino all’8% delle persone interrogate.  Studi che fanno capo all’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) stimano che in Italia venga colpito dall’1% al 3% della popolazione. In Italia sorgono sempre di più associazioni organizzate o anche semplici gruppi di persone di qualunque età, professione, sesso che si organizzano per resistere: i processi intentati agli operatori o ai proprietari di immobili che autorizzano il posizionamento delle antenne, la lotta contro le antenne sistemate troppo vicino a strutture pubbliche o quartieri urbani  a grande densità di famiglie residenti, sono tutte forme di resistenza organizzata che stanno conoscendo un rapido sviluppo in europa e anche in Italia.

Il principio dell’elettrosensibilità è semplice da capire e in effetti lo viviamo tutti i giorni con i nostri forni a micro-onde. Le onde elettromagnetiche, assorbite dalle molecole d’acqua del nostro corpo, le spingono a sfregarsi ( le molecole), ed è questo che produce del calore, da qui l’impressione dell’orecchio che si riscalda quando ad esempio ci dilunghiamo in una conversazione al cellulare. Ben inteso che queste micro-onde non sono così forti da cuocerci come un pollo, ma abbastanza forti da provocare i sintomi descritti in precedenza. forse perchè le norme di emissione massimali di queste onde superano di gran lunga quello che gli scientifici raccomandano. Quest’ultimi stimano che per preservare la nostra salute, le onde non devono superare 0,6 V/m, allora che la legge italiana prevede lil 6 V/m. Tasso che come riconoscono in molti, non è fissato in funzione dei dati scientifici, ma secondo degli accordi presi con gli industriali, gli stessi che ci vendono i telefonini.

In ogni caso, il numero di persone che soffrono di questi mal di testa sale sempre di più, e gli scientifici danno l’allarme . L’O.M.S . e i vari ministseri della Salute, anche se riconoscono la sindrome e racommandano un uso moderato per i bambini, continuano a ribadire che nessun studio scientifico ha fino adesso realmente provato il legame fra l’esposizione ai campi elettromagnetici e i sintomi dell’elettrosensibilità. Nel 2007, una sintesi d’esperti scienziati dal mondo intero , il Rapporto BioInitiative, frutto di 1500 lavori internazionali sui campi elettromagnetici, validato dalla Agenzia Europea per l’Ambiente, ha avuto l’effetto di una bomba. Le conclusioni sono sconvolgenti: perdita di tenuta della barriera  sangue/cervello, genotossicità (danni al DNA), pertubazione delle cellule, effetti sul sistema immunitario, disordine nel comportamento e nel sonno, formazione di tumori al cervello , leucemie…
Il professore Leif Salford, ricercatore in neuro-oncologia a Lund (Svezia), ha semplicemente affermato:”Un adolescente che ha un cellulare contro la testa una mezzora o più al giorno rischia un Alzheimer a 30 anni.” E secondo un altro professore, Dominique Belpomme, eminente oncologo, non bisogna più girare intorno all’argomento:”Il legame fra telefonino cellulare e cancro del cervello è un fatto reale: c’è un rischio di sviluppare un tumore cerebrale o del nervo acustico dopo dieci anni d’utilizzo per più di un ora al giorno. Allo stesso modo i bambini che vivono in prossimità di linee ad alta tensione sviluppano più facilmente delle leucemie. Conviviamo con uno speculare diniego scientifico come all’epoca dove le marche di sigarette cercavano di soffocare quelli che volevano avvertire il pubblico dei pericoli del tabagismo.”
Ecco in tre parti da Utube un video già molto conosciuto tratto da in servizio televisivo su WI-FI della trasmisione Report – Rai tre, del 11/05/2008

Certo è che gli interessi delle compagnie che operano nel mercato della telonia mobile e del wifi sarebbero alquanto intaccati da nuove disposizioni legislative che per esempio imponessero la sostituzione delle attuali antenne con delle nuove, basate su un sistema di multiple antenne relé, che permetterebbero di abbassare drasticamente il livello d’emissione di ognuna di esse, conservando così un buon livello di rete wifi e una buon funzionamento della telefonia mobile. Ma, e veniamo al dunque, i costi di tale operazione sono alti, si parla di circa 100.000 euro, e i colossi della telefonia mobile e del WIFI preferiscono aumentare la potenza delle già esistenti, a scapito della nostra salute, piuttosto che piazzarne di nuove.

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1 Commento

  • Giorgio scrive:

    Salve
    Interessante e comprensivo di tante cose questo tuo post.
    Io ti/vi consiglierei , se volete approfondire, andare nel sito della associazione italiana elettrosensibili , sito http://www.elettrosensibili.it, ma anche nel forum dello stesso: http://www.elettrosensibili.it/forum.asp, dove troverai molta documentazione utile ed aggiornata su scienza e ‘politica’ relativi ai CEM e salute umana.
    Inoltre potrai trovare oltre nel che foum in un Gruppo apposito creato in Facebook , dove ci sono link ad altri servizi giornalistici televisivi , da quelli della BBC , a quelli della TV Svizzera- italiana, ma anche camadese ed australiana …

    A proposito di WiMax, trovi lo stato della implementazione (nel Forum) che, per fortuna, sta avendo delle forte difficoltà: speriamo che si blocchi !

    Cordialmente
    Giorgio

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