Realtà Aumentata o Aumentata Realtà?

A cura di del 4 marzo, 2010 alle 6:18 pm.

E’ un po di tempo, net-surfando qua e là, per blog, newsfeed , video e quant’altro in informazione tech-design, che mi capita spesso d’imbattermi in questo acronimo che suona come un verso provocato da stupore: AR! In effetti, è normale che suoni così visto che corrisponde a “Augmented Reality” (letteralmente Realtà Aumentata), parole che rieccheggiano esperienze pluri-dimensionali in un contesto reale di vita.
La realtà aumentata grosso modo consiste nell’inserire degli oggetti virtuali in un ambiente reale ripreso con una webcam, permettendo di far fuoriuscire un aereo o lo scrittore in persona dalle pagine di un libro o meglio ancora suonare una ballata dall’illustrazione di una chitarra acustica. Quasi la totalità degli articoli che ho spulciato in rete ribadiscono come l’AR, soprattutto applicata al settore degli smartphone, avrà il suo maggiore impatto sul mercato dell’high-tech nei prossimi 5-10 anni.
Queste applicazioni stupefacenti sembra che comincino ad avere sempre più publico. Già da tempo utilizzazioni pratiche della Realtà Aumentata hanno avuto sviluppo in ambiti molto specifici come nell’ambito militare e medico o nella ricerca accademica. Per esempio USPS, la Posta americana, utilizza questa tecnica per permettere ai suoi clienti di comparare il volume della merce da spedire con le scatole di spedizione standard, proiettate in 3D.
Inoltre, si fa strada l’idea di impiegare l’AR per apportare più ludicità a contenuti un po’ complessi o meglio mostrare delle cose che in nessun modo possono apparire su carta come delle esperienze reali.
Fino adesso è il settore del marketing che ha maggiormente impiegato questa tecnologia in modo ludico e intrigante, facendoci sentire per la prima volta come se fossimo veramente entrati nel XXI secolo. Campagne pubblicitarie e di marketing arricchite da applicazioni che sono in grado di interagire con e a dar vita a qualsiasi forma AR-based, raddoppiando contenuti e informazioni a cartelloni pubblicitari di famosi brand e trasformare la “advertising location-based” in qualcosa di simile a Minority Report.
I magazine Esquire e Colors hanno pubblicato l’autunno scorso dei numeri “aumentati” nei quali i codici neri e bianchi da filmare permettevano l’accesso ad alcuni contenuti multimedia inediti.
Parigi, fine gennaio, al salone dell’e-marketing è stata premiata un operazione di promozione per un album musicale fatta attraverso la presentazione davanti una videocamera della sua copertina mentre l’autore rappava in sovraimpressione in AR, come se fosse straripato dal libretto del Cd ( Sinik, Ballon d’or).
Un altra Interessante operazione di marketing con AR è stata quella di “Lego augmented reality kiosk” sviluppata da Metaio. Funziona così: quando un consumatore si mette di fronte ad un chiosco AR con la confezione in mano ecco che come per incanto si attiva in video l’animazione virtuale 3D in aggiunta a quello che è realmente di fronte alla videocamera. Semplice e intuitivo il meccanismo: l’indicatore o marker è la confezione, il chiosco con integrato un computer high-end, una webcam e il software fa tutto il resto. Come si fa a non comprare il giocattolo al proprio figlio se lo ha già visto realmente fra le sue mani e senza nemmeno aprire la confezione?
Esistono anche i tabelloni pubblicitari elettronici interattivi arricchiti con AR , come quello dell’artista Chris O’Shea, il Liverpool Big Screen “Hand From Above”, buon esempio di come la folla possa essere attratta ed interessata dall’utilizzo della Realtà Aumentata. Il suo impiego in eventi di marketing, sebbene sia solo al momento un espediente, potrebbe ritornare utilissimo, senza contare che il settore è in continuo sviluppo.
Uno degli specialisti mondiali del settore è la società francese Total Immersion. Suo il Nissan Cube del Auto Show di Los Angeles, dove dalla brochure con AR vengono fuori i modelli delle auto in 3D.
Altro esempio, il “face tracking” (la maschera protettiva dei portieri di Hockey) di Xcel Energy esposto allo stadio di Minneapolis.
Applicazione possibile è anche la vetrina-display interattiva, che può essere utilizzata in una miriade di modi per aiutare i consumatori ad orientarsi nell’acquisto nel vostro negozio. La vetrina di Hugo Boss’s Store a Londra il natale scorso, sviluppata da Simon & John mostrava alcune cose interessanti ai consumatori in grado di interagire con uno schermo.
Sniff è un altro progetto con uso innovativo di AR. Creato dall’artista Karolina Sobecka e sviluppato da Jim George, mostra un cane animato che segue e interagisce con persone che passano davanti ad una vetrina.
Digital Binocular Station sviluppata da Solutions Mindspace, è uno slam dunk per l’industria del turismo e luoghi pubblici come i musei. Statue del museo e personaggi storico-contestuali possono prendere vita durante la visualizzazione di una realtà aumentata attraverso la stazione binoculare.
Naturalmente, manipolare l’oggetto ripreso in video, la webcam e il computer, tutto guardando lo schermo non è per niente comodo, bisogna dirlo. Quindi, logicamente è sugli smartphone, dotati di una videocamera e di un GPS, che questa tecnica avanzerà velocemente trovando sbocchi pratici e conviviali. Già esistono per iPhone decine di applicazioni che permettono di filmare il paesaggio intorno a sé e di localizzare i punti d’interesse più vicini come stazioni, bar etc…
Robotvision propone informazione locale (tweets, foto su Flickr…), Cyclopedia e Wikitude danno le definizioni wikipedia dei palazzi filmati con AR, il Beatles Tour permette di scoprire i luoghi mitici di Londra in compagnia dei Beatles virtuali.
Un segno che la Realtà Aumentata su smartphone diverrà un percorso di sicuro avvenire nei prossimi anni è il premio dato dal forum Netexplorateur, organizzazione che premia le innovazioni numeriche più promettenti, alla società olandese Layar, il cui browser per smart è concepito per permettere agli sviluppatori di creare le loro proprie applicazioni di AR. Un accesso al software per realizzare AR in Open source significa probabilmente uno sviluppo rapido del settore. Del resto, uno studio dell’ufficio ABI Research anticipa una progressione spettacolare dell’AR grazie proprio agli smartphone, prevedendo che i progetti associati alla Realtà Aumentata passeranno da 6 milioni di dollari a 350 milioni nel 2014.
Comunque, se siete curiosi di vedere come forse un giorno AR vi trasformerà, per esempio indossandola e utilizzandola nel mondo reale di tutti i giorni, allora andate a vedere questo video per capire come Tom Cruise in Minority Report non è poi così distante dal nostro imminente stile di vita.

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