Apple, attraverso la voce del suo carismatico e indiscusso leader S. Jobs, ha appena annunciato nella giornata di giovedì che nel creare applicazioni per iPhone o iPad non si potrà utilizzare il famoso software Flash, che da + di un decennio, prima sotto il marchio della macromedia e adesso sotto quello della Adobe ha ravvivato il mondo dei navigatori d’internet, con le sue stupefacenti animazioni vettoriali interattive, i suoi player per video e musica, e quant’altro si muovesse con un certo stile e creatività in rete. Un colpo basso ad Adobe, che si apprestava a lanciare una versione di Flash compatibile con le creazioni di Apple.
Jobs presentando la nuova versione del sistema operativo per iPhone, versione 4 (importante aggiornamento che sarà anche in dotazione su iPad), ha da un lato rivelato con fare ammicchevole e sorridente le funzionalità del prossimo kit dedicato alla nuova programmazione su OS 4, in modo che gli sviluppatori comincino a utilizzarlo per creare nuove apps che utilizzino il nuovo aggiornamento di sistema, dall’altro ha scosso lo stesso ambiente degli sviluppatori negando la possibilità di utilizzare l’incorporazione di flash nelle loro applicazioni.
L’aggiunta di un piccolo paragrafo all’interno dei termini e delle condizioni del presente regolamento ufficiale che vincola al momento la creazione di apps per iPhone e iPad, è stato sufficiente. Senza entrare nei dettagli del linguaggio informatico, la condizione 3.3.1 ora vieta qualsiasi futura applicazione che contenga una interpretazione del linguaggio Flash compatibile con iPhone. In effetti, la notizia non dovrebbe destare clamore visto che già è così nel mondo dei telefoni e dei touch pad di Apple. Ma, è questa la notizia, questo annuncio viene a rompere e non poco le uova nel paniere al colosso dei software della comunicazione per immagini digitali mondiale, la Adobe, che da qualche mese lasciava trapelare che la prossima uscita della nuova versione di Flash CS5 avrebbe basato la sua strategia di punta proprio nella possibilità di creare applicazioni per iPhone direttamente compatibili con la compilazione del formato Flash per Apple, cosa che adesso visibilmente cozza contro l’operato della casa di Cupertino. Le vittime di tale intempestiva condizione 3.3.1 sono i programmatori che speravano utilizzare Flash (molto usato sul web come linguaggio di programmazione), gli utenti che desideravano aumentare la compatibilità tra l’iPhone e iPad e Flash (molto usato per l’animazione visiva, da Youtube a MySpace, i webdocumentari…) e Adobe, che deve rassegnarsi a perdere uno dei suoi punti salienti del lancio della sua nuova release una settimana prima dell’avvenimento.
Jobs si è espresso pesantemente sull’uso professionale della codifica di Flash, definendolo come lento, obsoleto e persino pericoloso. Allo stesso modo ha lanciato segnali di gradimento verso la futura nuova stella dell’Internet : l’HTML5. Sviluppare HTML5 significa possibilità di creare e riprodurre contenuto pesante in MB senza utilizzare un plugin proprietario (ad esempio Adobe Flash). Infatti, Apple ha fatto in modo che la sua pubblicità (iAD annunciato giovedi) funzionerà in HTML5. I suoi più importanti e rinomati ‘colleghi’ da Microsoft a Firefox, Google e così via… prenderanno parte anche al duro lavoro di democratizzare questa lingua nei loro browser. La posta in gioco è alta e dovrebbe rivoluzionare l’uso del computer, in quanto alla fine si potrà utilizzare il browser per eseguire qualsiasi applicazione scritta con questo linguaggio: ad esempio, un video gioco, in questo caso Quake 2 ricreato in HTML5 per Safari e Chrome da una banda di esperti.
In conclusione si può dire che Apple impedendo a Flash di girare su i suoi 50 milioni di iPhone venduti in tutto il mondo e 4 miliardi di applicazioni scaricate dal 2007, protegge il suo ambiente di sviluppo preferito rasentando un atteggiamento a detta di molti d’oltreoceano di protezionismo acuto e di posizione dominante sul mercato ricordando la Microsoft degli anni ’90.
Paradossalmente, potrebbe essere un opportunità, invece, per Microsoft e Silverlight?


La stella di