Il nostro piccolo “Ippocampo_web” mollò gli ormeggi già qualche settimana fa, senza indugio e senza freno, stanco ormai di essere ormeggiato dal vortice della crisi e dai mille ostacoli naturali, direi quasi da paradigma darwiniano, e così si diede di nuovo al puro piacere della navigazione.
Un primo scalo all’incontrario, non tanto casuale direi, fu proprio un blog multimediale dedicato alla solidarietà verso un paese dilaniato dal terremoto nel mese di gennaio del 2010: come non dimenticare Haiti…è il leitmotiv di questo scalo-web! SOLIDAR’IT in Haiti . Blog che dà la parola a quelli che stanno operando per ridare vita all’isola devastata, mettendo in luce iniziative e personalità presenti sul campo d’azione.
Andando all’incontrario fu possibile anche imbattersi in curiose storie dall’apparente inutitilità. Come, ad esempio, la curiosa storia della “Chain letters”, che si può tradurre in italiano come la curiosa storia della “catena di sant’Antonio.
Una catena di sant’Antonio è un sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire, a propria volta, a nuovi destinatari. È considerato un tipo di meme. Tra i metodi comunemente sfruttati dalle catene di sant’Antonio vi sono storie che manipolano le emozioni, sistemi piramidali che promettono un veloce arricchimento e l’uso della superstizione per minacciare il destinatario con sfortuna, malocchio o anche violenza fisica o morte se “rompe la catena” e rifiuta di aderire alle condizioni poste dalla lettera. È un fenomeno propagatosi anche su Internet attraverso le e-mail, malgrado diffondere questo tipo di messaggi sia una esplicita violazione della netiquette.(wikipedia) Dunque, partendo da queste ormai comunissime informazioni sulla catena SA, l’ippocampo_web una sera si trovò preso fra le maglie inglesi della rete del sito Slate alla pagina dedicata proprio alle cd “chain letters” e la loro strana storia . Queste catene di messaggi portatrici di felicità o sfortuna, secondo i casi, proliferanti come mai su internet, avrebbero un lunga storia, antecedendo abbondantemente l’avvento della rete delle reti. Una fra le prime scritte data del 1888 a Chicago. I suoi destinatari dovevano rispedirla in tre esemplari. Il suo scopo era quello di raccogliere dei fondi per l’accademia delle donne missionarie. Se volete potete seguire la scia dell’IP_W su Slate…
Quante volte navigando all’incontrario lP_W si chiese: COME NASCONO LE BUONE IDEE? Ed ecco che uno scrittore dal nome Steven Johnson afferma in suo libro, “Where Good Ideas Come From: The Natural History of Innovation”, come questo non accada a causa di un improvvisa illuminazione, cioè “l’eureka moment”, ma sono il frutto di un lungo periodo d’incubazione. Un’ intuizione lenta favorita dal cambiamento d’ambiente, gli scambi e la condivisione d’informazioni. Naturalmente tutti elementi che ritroviamo in una delle aziende + innovatrici del nostro tempo:Google! La scia da seguire …>Salon.com
Vai cavallino vai…all’incontrario fare couchsurfing in fondo non fu ne difficile, ne privo di attrattiva per l’IP_W! Ma adesso fare cooksurfing è un altra storia. Se partire con pochi soldi, per andar a dormire sui divani letto di mezzo mondo poteva essere un modo al quanto soddisfacente di rendere la propria vita + nuova, interattiva e meno stressante, partire per andare a mangiare dall’ “abitante” sicuramente aggiunge ancora più cultura e sapore, godi nello spirito, ma anche e soprattutto nel corpo o meglio nel palato! Un modo pratico e simpatico di fare delle nuove conoscenze seduti ad una buona tavola. iscrizione gratuita per un invito al viaggio culinario…segui scia “gnam-gnam” Live my food…
…e dopo il quarto link l’IP_W si concesse una serata al cinema e fu relax! Scia finita per oggi.
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