Secondo certi studi recenti, l’esercizio fisico (ex.la pratica di uno sport semplice come la marcia), il giardinaggio e più sorprendemente il “menage domestico” avrebbero degli effetti sul benessere fisico.
Queste pratiche fisiche o ancor meglio i lavori domestici sarebbero in competizione con i tanto criticati anti-depressivi, quest’ultimi presi di mira recentemente soprattutto dai media. A quanto pare basterebbero venti minuti a settimana di una di queste attività per migliorare la propria salute mentale e allontanare più in là lo spettro degli effetti deleteri della depressione, patologia che di questi tempi (vedi crisi economica e disoccupazione) potrebbe anche conoscere incrementi notevoli.
Le ragioni per cui fare il “menage a casa” aiuterebbe il benessere fisico, secondo una neurobiologista americana, Kelly Lambert, prendono spunto dal fatto che la depressione all’epoca dei nostri antenati era molto meno frequente che oggi, allorquando la vita paradossalmente era molto più difficile.
Storicamente, l’essere umano deve fare degli sforzi importanti per sopravvivere. Il cervello umano, quindi sarebbe programmato per fornire una “ricompensa allo sforzo”, sviluppando dei circuiti che collegano i “pensieri orientati ad uno scopo” allo sforzo fisico, e al piacere. Ai nostri giorni, con la facilità materiale delle nostre vite (lavatrici, lavastoviglie, pietanze già pronte), questi circuiti sarebbero molto meno stimolati dallo sforzo fisico, causando meno auto-soddisfazione, e per conseguenza aumenterebbe anche la vulnerabilità alla depressione.
In conclusione, una volta che anche terapeuti e medici ormai raccomandano l’esercizio fisico per combattere la depressione, possiamo aspettarci che presto i lavori domestici saranno prescritti su ricetta, poichè essi non solo fanno bene alle nostre case, ma anche e soprattutto al morale!!
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"Contemporaneo è colui che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo".
Archivio argomento Bla, bla, bla…
Fare i lavori domestici fa bene al morale!
Deprimenti, questi programmi…

Dei ricercatori dell’università di Pittsburgh e della Harvard Medical School hanno trovato una correlazione fra il numero di ore passate davanti la TV dagli adolescenti e il loro rischio di divenire depressi patologici. L’articolo spiega tuttavia che la televisione non è forzatamente la causa delle future depressioni, ma che i futuri depressi tenderanno a guardare con adorazione il piccolo schermo. Non sarà mica il momento di cominciare ad andare al cinema…
fonte: tinyurl.com/b93v95
Pionieri del net…Josh Harris
Pioniere quasi sconosciuto del web, l’americano Josh Harris è stato uno dei primi a capire la convergenza tv/computer. Fondò agli inizi degli anni 90 pseudo.com, un canale televisivo sul web, quando ancora internet balbettava i primi byte. J. H. s’interrogò ben prima di tutti gli altri sull’esposizione della vita privata e dei rapporti fra intimo e pubblico. Egli fu all’origine di due progetti che sperimentarono il Reality Show all’inizio del XXI secolo. Il primo, Quiet del 1999, consisteva a far vivere 100 persone insieme durante un arco di tempo di un mese e a filmarli in non stop (immaginate un GF con 100 persone nella casa. Roba da matti!).
Nel secondo progetto, We Live in Public del 2001, egli filmò la sua vita di coppia per 6 mesi e la ritrasmise sul net, cosa che in seguito provocò la fine della sua relazione amorosa e una terribile depressione nervosa.
Attualmente, la regista Ondy Timoner (Dig!) ne ha ritracciato la vita e le sue esperienze in un documentario, dal titolo appunto We Live in Public, premiato a Sundance a metà gennaio.
Record: 150 Milioni di utenti su Facebook!

Nuovo record per il socialnetwork + famoso al mondo. Secondo il suo creatore, Mark Zuckerberg, che l’ha fondato nel 2004, un membro su due l’utilizza tutti giorni. Aggiungendo, il buon vecchio Mark: se Facebook fosse stato un paese, sarebbe l’ottavo paese al mondo per popolazione, giusto prima di Giappone, Russia e Nigeria.
Questo ha gia scatenato gli allarmisti del net, i netfobi per declinazione, tipo i fedelissimi della TV, la quale ha visto scendere i suoi ascolti serali a causa di questo nuovo senso di comunità interattiva concentratasi intorno ad un progetto internet.
Non servono a niente le grida di al lupo a lupo, che tendono ad ingenerare ansia ed esasperazione, facendo riferimento a casi di scambio di droga o di cadere su pedofili incalliti sotto mentite spoglie o ancora cadere nella rete propagandistica della mafia o camorra o chi + ne ha + ne metta…Facebook possiede dentro se gli anticorpi contro ogni tentativo di manipolazione d’informazione al negativo,visto che tra i suoi membri conta centinaia di professionisti ed esperti del settore delle reti sociali su internet che attraverso migliaia di pagine e blog e le diffusioni + disparate può senza dubbio controbilanciare l’offensiva delle posizioni anti-internet e net-moraliste dei governi.
Alla stimolazione di un sentimento di paura provato dietro, al contatto o di fronte allo schermo del computer, si deve rispondere pensando al socialinternet come una costruzione di un media con e attraverso la collaborazione di tutti gli spettatori, naturalmente questo non fa altro che deridere l’antico sistema di risposta all’antica proposto ancora oggi dalle televisoni, dove sono soprattutto degli stereotipi che parlano a nome di una comunità o un popolo, la banal-nazionalpopolarità, che tanto danno fa! Enjoy-Uself
Quattro chiacchiere fra utenti di p2p…
Oramai non c’è + nessuno che utilizzi internet che non sappia o abbia sentito almeno per una volta parlare del termine inglese download in relazione a certi software p2p (peer to peer) come eMule e Torrent per scaricare illegalmente film, canzoni e software coperti da copyright senza pagare le dovute licenze. Il problema del p2p sta diventando lo snodo principale della lotta delle lobby delle majors e della loro pressione sui governi affinchè innalzino degli sbarramenti giuridici e penali gravanti su chi utilizza questo strumento informatico, anche inconsapevolmente e senza scopo di lucro.
A questo si sta cercando di aggiungere una forte pressione anche sui fornitori di accesso internet, i cosidetti ISP. Quest’ultimi recependo la pressione come importante sul loro fronte pubblicitario, cominciano a portare avanti la tesi che l’utilizzatore del p2p sfrutta e consuma fino all’esaurimento la banda xDSL, cosa che non accadrebbe con un normale utilizzatore e che quindi rendono il servizio + lento e instabile.
In Francia è stata varata una legge abbastanza dura in questo senso, tra l’altro bocciata dalla comunità europea.
In Italia si ha intenzione di seguire tale direzione: chi verrà reputato che utilizzi la propria connessione per scaricamento di materiale illegale gli verrà staccato, dopo la terza notifica, la linea internet per periodi variabili pur avendo pagato il contratto al gestore.
Il problema di questi governi è che fanno leggi sempre pensando a quello che possa servire alle lobbies multinazionali e in secondo luogo, essi non si pongono quasi mai dal lato del semplice utente e non visualizzano pienamente i danni collaterali di ciò che legiferano.
Infatti, il p2p non ha niente in se per sè di illegale: è un protocollo, un modo per condividere informazioni, che soprattutto ha lati positivi per la comunità utenti di ogni genere. Permette di diminuire massicciamente i costi necessari a tenere in piedi server costosi: per condividere un file basta la collaborazione di tutti i computer degli utenti collegati a quel file.
Molte cose possono essere utilizzate per scopi impropi o criminosi derivando dal loro giusto e legale utilizzo verso attività losche e remunerative illegali, che il più delle volte niente hanno a che fare con il semplice netsurfista.
Nel p2p non tutto è usato solo per scaricare e condividere file illegali.
Vi è una grande varietà di applicazioni che utilizziamo tutti i giorni che usano il p2p.
Ecco una lista:
- Skype, Hamachi, iFolder, Pando per alcune o tutte del loro funzionamento usano il p2p.
- La PlayStation 3 per i giochi che si fanno on-line usa il p2p
- Siti come Miro e Joost per vedere video.
- Molti siti di PeerSharing che offrono video o audio live sfruttano il p2p. La CNN è una di questi.
- Esistono reti di file-sharing per scaricare contenuti col Copyright pagando un abbonamento e pagando quello che si scarica, legale ma si fa tramite il p2p che andrebbe contro l’intento della legge.
- Emule e Torrent o tutti gli altri programmi che hanno una brutta fama non hanno solo file illegali, ma anche testi, video, canzoni e programmi liberamente distribuiti senza vincoli di Copyright per cui la loro condivisione è autorizzata dagli stessi autori.
- Calcolo del genoma umano e altre reti distribuite.
- Windows per alcune sue applicazioni web-based. Addirittura la Microsoft sta spingendo creando strumenti appositi a partire da WindowsVista e Windows7.
- Flash Player10 usa una funzione particolare chiamata RTMFP che si basa sul p2p.
- Moltissime chat. Si parte da yahoo, per passare a jabber, finendo pure su WLM, mi riferisco naturalmente al funzionamento non di tutti i software ma di alcune delle loro funzioni.
E la lista potrebbe diventare + lunga.
Non voglio confutare se la pirateria aiuti o meno nell’affossare il mercato “vecchia maniera” ma bisogna riflettere su di un punto importante: qualsiasi negozio o centro commerciale “fisico” non potrà mai competere con gli scaffali virtuali, ipoteticamente infiniti e infinitamente inesauribili di un “negozio on-line” che fornisce al massimo disponibilità immediata e facile reperibilità.
Inoltre, il fatto portato a difesa delle probabili future interdizioni degli ISP, per il p2p, che i soli soggetti che possono consumare tutta la connessione sono solo quelli che utilizzano il p2p per scopi illegali, è idiota e bugiardo per due motivi:
1. Esistono applicazioni e servizi che NON sfruttano il p2p ma che saturano ugualmente la banda anche in maniera continuata e non sporadica: video streaming come sistemi di video sorveglianza e monitoraggio ambientale, siti di file sharing come Youtube & Friends, vpn etc.
2. Se davvero la paura è quella di saturare la banda, perché invece di aumentare la velocità per richiamare nuovi contratti non migliorano il consolidamento? Anche perchè se tu offri maggiore velocità, maggiore sarà la voglia di sfruttarla tutta, soprattutto nel download, e maggiore sarà la richiesta di files. La cosa migliore sarebbe stabilizzare e potenziare solo gli ISP, mantendendo un profilo uguale, nella media, per tutte le varie utenze. Un miglior servizio più performante e libero da vincoli, ma forse questo li farebbe guadagnare un pò meno di adesso.
Se l’internet veloce serve a scambiarsi contenuti in tempi brevissimi, che senso ha averla se poi la ostacoliamo o la infiliamo in un recinto giuridico-penale?
Altra considerazione: l’unico modo che ha un ISP di bloccare una linea è quella di monitorare il traffico del cliente e segnalare pacchetti sospetti, ma se qualcuno cripta le informazioni passate non c’è + modo da parte del gestore di avere la certezza che il traffico sia sfruttato per scopi illeciti e allora saluti alla legge e ai mezzi di monitoraggio. In altre parole chi guadagna da questa attività palate di denari, continuerebbe a farlo senza grossi intoppi.
Per combattere la pirateria servono altri sistemi da adottare e guardare magari dove nasce il potere di tutto ciò e non dove non c’è, fra i semplici internauti di tutti i giorni che l’unica cosa che vogliono è mantenere una ventata seppur minima di libertà, pagandolsela con abbonamenti costosi.
Agrigento bella…
Si parte andiamo
lasciamo questa città industriale (nota:forse MI)
agli ingordi di denari
andiamo non ti dirò dove
é una sorpresa
Venere ci aspetta, Apollo con la sua cetra
Laggiù in mezzo agli agrumeti
non senti il profumo degli aranceti
Scilla Cariddi ti salutiamo
Guarda lontano aldilà delle onde
è la mia terra: Agrigento bella
Poesia liberamente tradotta dal celebre poeta siculo-colombiano Salvatores Passarella
